“Quarantotto ore. È questo il tempo che è stato concesso prima di essere vandalizzata alla panchina dedicata a Norma Cossetto, una giovane italiana stuprata per giorni, gettata in foiba viva e lasciata morire dai partigiani comunisti di Tito.
Mi rammarica molto essere stato un buon profeta nell’immaginarlo ma, assodato che sia un gesto politico e non lo scherzo di un bulletto, questo è il modus operandi di certa sinistra estrema: prima negare, poi revisionare, poi instillare nella mente di qualcuno che serve cancellare, perché la morte di Norma e di tutti gli infoibati fa ancora paura.
Ma il più grande orrore italiano dal dopoguerra non si cancella con una bomboletta: la tragedia delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata vivrà finché ne daremo testimonianza e le nostre coscienze certamente non possono essere vandalizzate.
Chiedo a tutte le forze politiche un atto di coraggio: condanniamo unanimemente questo atto vigliacco e vergognoso, uno schiaffo agli esuli del confine orientale e alla memoria delle vittime.”
Così il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Lecce, on. Saverio Congedo.