“Non si è potuta votare oggi, ma resta in piedi la mozione del collega Scalera, condivisa da tutto il centrodestra, per impegnare il Governo regionale a sospendere il tributo di bonifica 630. Anche dal gruppo 5 Stelle è giunta un’analoga mozione, e i due testi sono stati accorpati. La sospensione del tributo è un atto di giustizia, e comprendiamo la rabbia di agricoltori e utenti costretti a pagare per un servizio non reso, visto che le manutenzioni di bacini e canali non vengono eseguite da anni. Nel consiglio monotematico di oggi, convocato su nostra richiesta, abbiamo sciorinato i numeri della gestione fallimentare del primo anno di attività del Consorzio unico Centro Sud Puglia, che ha assorbito i quattro consorzi commissariati del Salento e del Barese. In funzione da gennaio 2024, l’anno scorso ha appaltato lavori per soli 5,6 milioni di euro; per quest’anno ha previsto 8,4 milioni di spese di funzionamento a fronte di opere di manutenzione dei canali programmate per soli 7 milioni di euro. Abbiamo denunciato ancora una volta le spese legali fuori controllo (345mila euro l’anno scorso, oltre 43mila euro solo nelle prime tre settimane di febbraio 2025); gli incarichi affidati senza bandi, come la fumosa consulenza da oltre 100mila euro in due anni, affidata all’avvocata campana concittadina del capo dipartimento Agricoltura della Regione… Argomenti che hanno acceso un duro faccia a faccia con l’assessore Pentassuglia, il quale ha puntualizzato che la responsabilità gestionale è in capo al commissario Ferraro, annunciando risposte ai nostri interrogativi nell’audizione in Commissione Agricoltura che sarà convocata nel giro di tre settimane.

Sulla questione della carenza di personale (meno di un centinaio i dipendenti a tempo indeterminato per il consorzio più esteso d’Italia, e circa 150 operai stagionali che aspettano da decenni certezze occupazionali) abbiamo incassato due impegni dall’assessore Pentassuglia: la revoca della delibera che ha congelato i concorsi pubblici espletati e assunzioni dei vincitori entro il 31 marzo prossimo; impiego degli stagionali già da aprile, per mettere finalmente mano alle opere di bonifica più urgenti.

Nell’incontro programmato per domani al Ministero, l’assessore si è impegnato a portare la nostra istanza di sospensione del tributo 630, soprattutto nelle aree salentine devastate dalla Xylella che ha azzerato i raccolti, con il paradosso di dover pagare per servizi di bonifica fermi. Pentassuglia ha ammesso la situazione di abbandono che gli abbiamo rappresentato, come nel caso dei bacini di Ugento che abbiamo visitato a inizio febbraio. Per risanare il Consorzio, lo ribadiamo, serve il ripiano dei debiti che superano i 200 milioni, e una seria opera di programmazione di lavori sul campo che portino beneficio effettivo. Perché, se le opere verranno eseguite, gli agricoltori e tutti i consorziati non esiteranno a pagare.

C’è poi un dato politico da ribadire una volta per tutte: la sospensione del tributo 630, seppur disposta come misura straordinaria e temporanea nel 2003 dall’allora assessore Marmo con il governatore Fitto per la protesta degli agricoltori a fronte di una siccità eccezionale, si è trascinata per undici anni per decisione del centrosinistra a guida Vendola.

Ma ora è tempo di tirare una riga sul passato e rendere efficiente un ente necessario, da cui dipende la cura del territorio agricolo indispensabile per scongiurare il dissesto idrogeologico”.

PAOLO PAGLIARO